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FOTOGRAFIA ALL' INFRAROSSO
UN BREVE CENNO SU COME INIZIARE
Nell'era del digitale, la fotografia con pellicola sensibile all'infrarosso mantiene caratteristiche espressive uniche e inimitabili. Non esiste dunque nessuna elaborazione al computer in grado di imitare gli effetti di questo tradizionale e inconsueto uso della tecnica fotografica.
Presenterò brevemente alcune nozioni basilari riguardo solo al bianco e nero.
Se qualcuno è interessato al colore, posso solo riassumere brevemente che si tratta di pellicola diapositiva e, sinceramente, al momento non conosco l'indirizzo dei rari laboratori in grado di svilupparla correttamente.

1) Fotocamera: 35 mm reflex o compatta (mirino galileiano) con otturatore metallico
3) Filtri: rosso- arancio - polarizzatore
4) Pellicola 35mm High Speed infrared Kodak - altre pellicole infrarosso
5)Tank e liquidi per lo sviluppo (Si raccomanda di sviluppare personalmente)

Una volta acquistata la pellicola ci si accorgerà che non viene fornito nessun valore di sensibilità quindi raccomando di leggere attentamente il foglietto illustrativo .
Il caricamento del rullino deve avvenire al buio così come lo scaricamento, conservandolo prima e dopo l'uso nel bussolotto originale.
Le velature di questa pellicola sono causate spesso dalla errata manipolazione ma anche dalla cattiva tenuta di fotocamere obsolete con otturatore a tendina in tela.
La pellicola può essere tranquillamente paragonata e usata come un normale film bianco e nero sensibilità 400 ASA
Considerato però che gli effetti si ottengono solo con l'uso di un filtro rosso, che abbassa di 3 stop la luminosità dell'obiettivo, si ragionerà in termini di una sensibilità di 50 ASA.
In ogni caso l'impostazione sulla fotocamera è di 400 ASA.
Lo sviluppo è tale e quale quello delle pellicole B&N 400 ASA.
Io le tratto con HC110 diluizione 1/32 sviluppandole in maniera energica per 6/7 minut a 20°C.
Per aumentare il contrasto e la grana sviluppare con D76 kodak.

Proviamo a immaginare il percorso per ottenere una foto di paesaggio all'infrarosso.

Approntata la fotocamera con pellicola e filtro rosso 25A dovremo però attendere la giornata giusta per la ripresa: dovrà essere soleggiata o al massimo leggermente variabile con cirri e cumuli.
Una volta individuato il soggetto (alberi con fogliame chiaro, cielo blu con nuvole sparse, terreno non troppo erboso) la ripresa sarà molto semplice: con una focale consigliata tra i 28 e 80 mm. impostare manualmente la fotocamera o correggere gli automatismi in modo da scattare a 1/125 - f 11. Con questa coppia tempo/diaframma e una giornata di sole, il risultato è sicuro. Si otterrà una stampa con alberi bianchissimi ad effetto fluorescente e cieli neri come la notte. In qualsiasi condizione atmosferica diversa da questa, il risultato non è più controllabile. Per esempio in una giornata nebbiosa, o di sole velato o nuvolosa non è possibile conoscere la quantità di radiazione infrarossa, pertanto il risultato potrebbe essere imprevedibile. Stesso discorso vale per illuminazioni artificiali, al mattino presto o pomeriggio tardi.
Questo perché i nostri occhi non sono in grado di vedere l'infrarosso né possiamo permetterci strumenti per misurarlo.
Teniamo dunque conto di alcuni elementi.
1 Tutto ciò che contiene clorofilla possiede un altissimo potere di riflettere l'infrarosso, il risultato sarà erba e fogliame bianchissimi.
2 Giornate calde con sole basso sull'orizzonte diffondono grande quantità di radiazione infrarossa: risultato imprevedibile.
3 Carnagione oggetti di colore rosso, arancio, giallo, risulteranno binchi con aloni fluorescenti.
4 Cieli tersi e distese d'acqua hanno un alto potere di assorbimento della radiazione per cui risulteranno neri.
5 La capacità dell'infrarosso di penetrare la foschia favorisce orizzonti più nitidi.
6 Messa fuoco critica a tutta apertura: si cosigliano diaframmi dal 5,6 al 16 (la correzione della messa a fuoco per l'infrarorosso, seguendo la tacca rossa sull'obiettivo, avviene solo qualora vengano escluse tutte le altre radiazioni cioè con filtro nero).

Una volta sviluppata la pellicola la stampa può essere ottenuta:
1 con il prorpio ingranditore usando carte contrastate anche se l'aspetto del negativo indurrebbe al contrario.
2 da un buon laboratorio che tratta ancora il bianco e nero
3 in maniera digitale con il proprio computer.
In questo terzo caso la scansione è di fondamentale importanza, dovrà mantenere fedeltà alla grana del negativo con risoluzione consigliata minimo 350 punti pollice per stampe di formato fino a 25x35 cm

L'imprevedibilità del risultato è, per molti, la caratteristica più interessante di questo genere di fotografia tale che spesso, per questo motivo, si raggiungono risultati irripetibili.
Ci sono appassionati di questo genere che utilizzano ed esasperano gli effetti della pellicola infrared per ottenere risultati pittorici che spesso si avvicinano all'informale.
La tecnica consiste nel "maltrattare" la pellicola. Si inizia con una sovraesposizione in ripresa anche di qualche stop, senza porsi limiti di scelta di soggetti, inquadrature e condizioni di luce.
Una sorta di esplorazione quindi, di un ricominciare da zero, di pura sperimentazione.
Il film eccessivamente sovraesposto verrà anche sovrasviluppato con D76 e con regole e parametri iniziali a discrezione dell'operatore.
Il negativo ottenuto dunque sarà talmente denso che non si riuscirà a distinguere le forme contenute nei fotogrammi. Con una lente e una sorgente di luce molto forte si scegleranno i fotogrammi da stampare con carta gradazione 4/5 ed esposizioni lunghissime.
Pere stampare negativi molto densi si incontreranno i seguenti problemi:
l'utilizzo di ingranditori piccoli e poco luminosi con obiettivi di bassa qualità porteranno a risultati di sfocatura della grana (elemento fondamentale).
Gli scanner amatoriali o semiprofessionali non saranno in grado di leggerli.
Il laboratorio fotografico non sarà in grado di stamparli se non sotto una vostra diretta collaborazione
Per questi motivi sarà inevitabile stampare in proprio utilizzando un ingranditore specifico per il bianco e nero e obbiettivi di qualità.

L'OCCORRENTE
LA PELLICOLA
LO SVILUPPO
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